15 marzo 2018

15 marzo 2018

ORARIO 9.30 - 12.00 

SPAZIO 35 - CENTRO CULTURALE SAN GAETANO

 

LAVORO NERO E CAPORALATO: QUALI NOVITA' IN CAMPO ?

 

 

ORARIO 18.00 – 19.30

 

Il ruolo della criminalità organizzata nei contesti di ingiustizia sociale

 

In collaborazione con la “Rete dei Numeri Pari”

  

Relatori: Giuseppe De Marzo – Responsabile settore politiche sociali di Libera

 

ORARIO 20.30 – 22.30

 

 

Testimonianze in memoria delle vittime innocenti delle mafie

 

 

Interverranno: dott. Pasquale Borsellino, in ricordo di Paolo e Giuseppe Borsellino

 

                       Cristina Marcadella, in ricordo di Matteo Toffanin

 

 

Paolo Borsellino

Il 21 aprile del 1992, a Lucca Sicula in provincia di Agrigento, viene ucciso l'imprenditore 32enne Paolo Borsellino, titolare con la sua famiglia dell'azienda Lucca Calcestruzzi. La sua morte fu decretata perché Cosa Nostra non era riuscita a piegare l'uomo alle proprie richieste di acquisire l'azienda. Il 17 dicembre dello stesso anno sarà assassinato anche suo padre Giuseppe, che aveva per tutti i mesi precedenti cercato verità e giustizia per il proprio figlio assassinato.

 

 

Giuseppe Borsellino

Imprenditore. Nacque da una famiglia di origine riberesi, poi trasferitasi stabilmente a Lucca Sicula. Cominciò a lavorare presto. Si sposò a 18 anni con Calogera Pagano, sua coetanea, con cui ebbe tre figli: Antonella, Paolo e Pasquale. Dopo vari lavori, si dedicò alla sua definitiva attività di imprenditore - operaio di una piccola impresa di calcestruzzo che diresse assieme al figlio Paolo. Rifiutò qualsiasi tipo di compromesso o sottomissione al potere e agli interessi mafiosi e perciò venne ucciso il 17 dicembre 1992, dopo aver rivelato alla magistratura i nomi dei mandanti e degli esecutori dell'omicidio del figlio Paolo (ucciso il 21 aprile 1992). Le sue dichiarazioni permisero agli inquirenti di ricostruire gli intrecci tra mafia, affari e politica dell'hinterland lucchese di quel periodo.